Whitepaper Capitolo 5 - Il Wine Coin

5.1 Caratteristiche del token

 

Wine Coin è il token rilasciato da Followine in occasione della ICO, basato su tecnologia ERC-20, la stessa di Ethereum. Visti i requisiti, la struttura e le cause di utilizzo il Wine Coin è qualificabile, a tutti gli effetti, quale utility token (token di utilità). Per tale ragione, alla luce delle normative relative, emanate dalla maggior parte dei Paesi del mondo, è liberamente vendibile in quanto trattasi di “prodotto informatico”.

 

Tabella 5.1


Ogni azienda che entrerà nel circuito determinerà, in base al suo fatturato, un rilascio di token. Il 25% dei token verrà immesso nel circuito nei prossimi 10 anni, con un massimale del 2,5% annuo – che verrà calcolato sulla base del fatturato delle aziende che entreranno nel circuito. La scelta di prevedere un massimale al numero di token immessi ogni anno deriva dal nostro interesse a che il Wine Coin non si svaluti a seguito dell’immissione di troppi token, tutti insieme, nel circuito. In questo modo, dal momento che il numero di nuovi token è trascurabile rispetto al valore apportato dalle aziende, si avrà un aumento del prezzo del primo. Al fine di mantenere questa condizione, sarà effettuata una valutazione finanziaria ad hoc, di volta in volta, per proteggere il valore del token e gli investimenti.

 

5.2 Il caso decimali e la scarsità dei token

Partiamo da una domanda, che forse in pochi si sono posti: le criptomonete rappresentano una risorsa (asset) limitata o scarsa? La risposta è: dipende, perché ipoteticamente la maggior parte delle criptovalute ha “solamente” 18 decimali (cosa che nel mondo reale è assolutamente impensabile).

Prima di fare due conti e capire cosa significhi quanto appena detto, spieghiamo anzitutto cosa si intende, in economia, risorsa scarsa o limitata. La scarsità di una risorsa è da riferirsi al gap tra il limite dell’offerta e la domanda teorica. In poche parole un bene o un asset, per essere definito limitato o scarso, deve avere una domanda sempre superiore all’offerta.

 

Chiarito questo concetto possiamo analizzare insieme la questione, partendo da un esempio:

esaminiamo il caso Binance, per citarne uno famoso, precisando che non abbiamo nulla contro il progetto:

 

L’offerta di coin è di 190.799.315,000000000000000000 (quindi 190 milioni di Trilioni di Token). Poichè le cryptovalute non hanno un limite di divisibilità, la cifra meno significativa è rappresentata dall’ultimo dei 18 zeri, a differenza di quanto invece avviene con le valute normali - che in genere hanno due zeri a rappresentare la centesima parte della moneta stessa (0,00 euro – ad esempio).

In un caso ipotetico, la domanda massima sarebbe quindi rappresentata dalla possibilità di acquisto di tutti i token messi in circolazione, paragonata alla quantità di monete esistenti, considerando come cifra meno significativa per BNB (coin di Binance) l’ultimo dei 18 zeri “decimali” e, dall’altro lato, la centesima parte di valute come il dollaro.

 

Ora, stando ai dati forniti dalla Federal Reserve US e da Money Project, il valore delle valute mondiali a disposizione della popolazione umana è inferiore a 5 Trilioni di Dollari mentre il valore delle Broad Money – considerando quindi anche il valore di tutti i capitali investiti e bloccati – ammonta a 90,4 trilioni di Dollari. Ben 7 “zeri” in meno rispetto al valore potenziale di BNB.

 

È a questo punto facile intuire che, dal momento che nemmeno sommando il valore di tutte le valute a disposizione sulla Terra è possibile colmare l’offerta di questi token, la loro scarsità non può essere un dato di fatto, perché l’offerta sarà per sempre maggiore della domanda.

 

Come detto in precedenza (e ci teniamo a sottolinearlo nuovamente) abbiamo preso quale esempio pratico un token qualunque, anche perché fino ad oggi non abbiamo ancora visto una moneta con meno di 18 zeri “decimali” (e con grande sorpresa ne abbiamo trovata addirittura una con 24 zeri “decimali”!).

 

Dato che nessuno ha mai marciato sulla presenza di queste cifre così dette decimali, crediamo nella buona fede di tutti i progetti, almeno per quanto riguarda questo punto di vista: questo perché, a nostro avviso, tutti si sono semplicemente adeguati alla prassi del “prendiamo un ERC-20 (o altro ERC) come esempio e cambiamo i dati che ci interessano”.

 

Ora, però, speriamo che questa nostra dissertazione possa far aprire un po’ gli occhi a tutti i nostri colleghi – in modo da capire che, se realmente vogliono creare qualcosa di limitato e rispettare le promesse fatte, dovrebbero quantomeno bruciare un bel po' di zeri o convertire le proprie cripto. Perché bruciare qualche milione di token per far aumentare il prezzo degli stessi sugli exchange non risolve il problema.

 

WineCoin e i 3 Decimali

Per la ragione di cui sopra, dopo aver studiato a fondo il settore per tre anni, abbiamo deciso di lanciare un token con sole 3 cifre decimali.

 

Il valore del mercato vinicolo mondiale, in accordo con i dati raccolti dalla nostra società e confermati da quelli di statista.com, ha un valore di 155 Miliardi di dollari con un CAGR di 5.8%, stimato. Di conseguenza, il valore diretto del mercato mondiale del vino nei prossimi 10 anni potrà raggiungere il valore teorico di 272 Miliardi di dollari.

 

Considerato che l’offerta di WineCoin non può superare il valore totale del mercato del vino, abbiamo deciso di rilasciare 250.000.000,000 token.

 

Poiché l’ecosistema Followine non necessita di microtransazioni, grazie all’utilizzo dei punti followine che vengono convertiti in Token, il valore massimo teorico del WineCoin è di 250 Miliardi di dollari (quindi, al di sotto del valore dell’intero mercato e ben al di sotto del valore dei 5 trilioni a disposizione della popolazione mondiale). Questo rende il Token di Followine uno dei pochi e forse l’unico ERC-20 ad essere realmente limitato.

 

5.3 ICO/ITO: cos’è?

La ICO (Initial Coin Offering) è una nuova formula di raccolta fondi che, come specificato all’interno di un’analisi condotta dal The Guardian, è specifica per le start-up che operano nel mondo blockchain.

La start-up  che avvia la raccolta fondi crea una propria criptovaluta, che viene destinata ai finanziatori allo scopo di raccogliere i fondi necessari per lo sviluppo del progetto.

Lo scopo della ICO di Followine non è solo quello di raccogliere capitale, ma anche e soprattutto quello di creare un Token funzionale e inclusivo che metta in relazione tutti gli stakeholder del mondo vinicolo e i consumatori. L’obiettivo principale è infatti quello di generare un network globale che renda il Wine Coin il primo token circolante della storia. Di conseguenza, l’acquisto di Wine Coin non sarà un semplice investimento ma garantirà benefici a breve e lungo termine a tutti gli aderenti al circuito.

 

Infine, per dovere di completezza, è opportuno precisare che è corretto parlare di ICO quando ai finanziatori vengono vendute criptovalute. Nel caso in cui i finanziatori acquistino Token, il termine appropriato è ITO (Initial Token Offering).

Il WineCoin, di fatto, è classificabile come token e, per tale motivo, quella che si appresta a lanciare Followine è una ITO eseguita secondo le ultime indicazioni DAICO.

 

“Ma dato che l’intento di Followine è quello di coinvolgere anche persone che non hanno familiarità col mondo blockchain e crypto, per ragioni di opportunità comunicative, si è preferito utilizzare l’acronimo ICO, che è certamente più noto, in termini di consapevolezza generale”

 

 

5.4 DAICO: di cosa si tratta?

Vitalik Buterin, il creatore di Ethereum, nel 2018 ha proposto un nuovo metodo per la raccolta decentralizzata dei fondi, chiamato “DAICO”. Questo prevede la fusione tra gli elementi delle organizzazioni autonome decentralizzate, (DAO)  e le cosiddette ICO, al fine di ridurre al minimo la complessità e i rischi associati a queste ultime. Infatti, all’interno dello smart contract viene inserita la funzione tap (unità: wei/sec), che determina la quantità di fondi al secondo che il team di sviluppo può richiedere al contratto.

Un DAICO contract è pubblicato  dal team di sviluppo che desidera raccogliere fondi per un progetto. Il contratto DAICO inizia in “modalità contributiva”, specificando un meccanismo con cui chiunque può contribuire. Una volta terminata la raccolta fondi, la possibilità di contribuire con gli ETH viene meno e vengono collocati i balance iniziali dei token; da quel momento i token possono essere scambiati.

Nel suo post Buterin ammette che, in una certa misura, i voti di qualsiasi tipo sono suscettibili di manipolazione, sostenendo al contempo che la fusione degli schemi delle ICO e dei DAO potrebbe ridurre drasticamente la minaccia di manipolazione.

Se un 51% attack dovesse aumentare il “tap” di un DAICO, gli sviluppatori dietro il progetto sarebbero semplicemente in grado di limitare di nuovo il “tap”.

Riferendosi agli sviluppatori che “spendono i fondi per le lambo invece che per il lavoro vero e proprio”, Buterin afferma che gli investitori sarebbero in grado di rifiutare collettivamente di aumentare il “tap”, o addirittura “votare per autodistruggersi”.

Perché DAICO? 

Per la sicurezza degli investitori e per una questione di trasparenza, che non può mancare in un progetto come Followine; inoltre, per la voglia di essere sempre al passo con le novità, che rappresentano la linea guida di chi vuole lavorare nel mondo delle start-up innovative.

 

Un DAICO nasce per proteggere gli investitori e creare una ICO davvero trasparente e autogestita dagli smart contract, permettendo di migliorare la fattibilità e lo sviluppo del progetto.

È nell’interesse di tutti, tanto del team quanto degli investitori, mantenere alto il prezzo del token ed evitare il crollo sugli exchange, soprattutto per un progetto a lungo termine qual è Followine.

Per questo motivo abbiamo inserito all’interno dello smart contract non solo regole per la protezione degli investimenti a breve termine, ma anche regole per la protezione degli investimenti a lungo termine e dell’intero progetto. Ovviamente, tutte le regole possono essere verificate dal nostro smart contract pubblico, nel pieno rispetto della trasparenza, e potranno essere discusse in una sezione apposita di Bitcointalk.

 

Tutte le regole inserite servono per evitare il crollo al listing del token (cosa che sempre più spesso avviene, soprattutto per mancanza di competenze specifiche o, alternativamente, di buona fede all’interno del team).  Va da sé che Followine non è assolutamente un progetto per tutti: il team, infatti, invita ad investire solo se realmente intenzionati a sostenere il progetto nel corso dei mesi a venire.

Il tutto senza tralasciare il fatto che, in fin dei conti, stiamo parlando di business e  ciò che conta è ottenere un guadagno: quale miglior guadagno, allora, di quello derivante dall’aver partecipato alla creazione di un’azienda sana, che continuerà a crescere nel tempo e sarà in grado di garantire, conseguentemente, un apprezzamento del proprio token?

 

Una cosa sulla quale ci teniamo a porre l’accento è che, qualora qualcuno volesse effettuare un audit sullo smart contract di Followine, potrà visionare l’intero codice e relative funzionalità al seguente indirizzo – nel pieno rispetto del principio di trasparenza, anche prima della ICO.

 

5.5 Fasi della ICO

Le fasi della nostra ICO sono state scandite tenendo conto da un lato dell’andamento del mercato ICO e, dall’altro, delle esigenze di tipo organizzativo e strategico del nostro progetto:

 

 

Tabella 5.1

 

Durante il periodo del DAICO, saranno messi in vendita 130 milioni di token e, successivamente alla quarta settimana, sarà possibile acquistare token senza bonus per ulteriori 30 giorni. Dopo tale periodo, così come previsto dallo smart contract di Followine, non sarà più possibile acquistare Wine Coin (se non attraverso gli exchange, una volta listato).

 

Il soft cap che è necessario raggiungere affinché lo sviluppo del progetto prosegua con i tempi prefissati è di un milione di euro, mentre l’hard cap è fissato a dodici milioni di euro.

Tabella 5.2

 


*
Quando, nel 2021, inizierà il ritiro dei winecoin ethereum – dopo i test interni per la rete Sawtooth e la sua sicurezza – si passerà a distribuire il wallet ai produttori e ai partner. Successivamente inizierà la fase di mining dei produttori per il funzionamento della rete stessa, che lavorerà in pari con quella di ethereum. Superati i beta test distribuiremo il wallet, che sarà integrato con la nuova versione della app Followine e inizierà la sostituzione del WineCoin Ethereum con il WineCoin Sawtooth.

Come avverrà questa sostituzione?

In questo modo, la quantità totale non sarà mai superiore ai 250.000.000,000 di WineCoin; e questo al fine di non condizionare il valore sugli exchange e il valore di mercato interno al circuito.

Il supporto alla rete Ethereum non verrà dismesso fino a che saranno in circolazione più del 10% dei token. Dopo quel periodo tutti coloro ancora in possesso di token Ethereum potranno convertire questi ultimi in token Sawtooth, attraverso l’app followine.

Dal momento che, per adesso, non sono stati dedicati molti investimenti a sawtoot – tranne pochi test per validarne l’efficacia e l’efficienza – non è escluso che, se nei prossimi mesi avverranno cambiamenti importanti in Ethereum, potremmo modificare i nostri piani e rimanere legati alla rete madre.

 

5.6 Token Allocation

 

La token allocation è stata studiata per evitare il verificarsi di un dump al momento del listing del Wine Coin. La distribuzione è stata scandita in più fasi e i primi a doversi adeguare al piano di rilascio, studiato dal team Finance and Risk Management, sono stati i membri del Team Followine e i nostri Advisor.


Tabella 5.2

Tra le strategie studiate per evitare o ridurre al minimo il pericolo dump, oltre all’imprescindibile risk assessment ad opera dei nostri analisti, abbiamo pensato di distribuire i token spettanti al team e agli advisor in maniera graduale (vedi tabella …)

 

Questa previsione conferma la buona fede di chi lavora al progetto e tutto il nostro interesse a che il valore del nostro token non sia vittima di manipolazioni del mercato, che purtroppo spesso si riscontrano nel mondo ICO.

 

In aggiunta – sempre al fine di evitare o ridurre al minimo il pericolo dump – così come scritto nello smart contract i token distribuiti ad investitori, partecipanti al bounty e all’airdrop, verranno sbloccati in percentuale sulla cifra acquistata o ricevuta, durante le varie fasi del progetto (fermo restando il fatto che il quantitativo di token sarà trasferito per intero all’atto dell’acquisto o secondo le modalità riportate nel bounty).

 

Modalità di sblocco e timeline:

Tabella 5.3

 

Quantità*

Giorni**

Acquisto Pre-ICO

30%

330

60%

540

100%

720

Acquisto ICO

30%

330

60%

480

100%

660

Bounty&Airdrop

50%

270

75%

420

100%

570

Advisor

40%

270

80%

630

100%

810

Team

20%

270

40%

600

70%

810

100%

1020

*Per Quantità, si intende la percentuale sbloccata e usufruibile rispetto alla quota acquistata o ricevuta da Followine. Non rientreranno in questa percentuale i Token scambiati tra i vari utenti e quelli ricevuti tramite le scansioni.

**Per Giorni, si intendono i giorni trascorsi dalla data di ricezione dei Token sul proprio Wallet.

Ricordiamo che le regole sono scritte nello smart contract di followine, visionabile su GitHub a questo indirizzo: github.com/followine/daico

 

Se le motivazioni delle nostre scelte non sono chiare potete contattare il team tramite questa mail [email protected], ovviamente dopo aver controllato la sezione FAQ del sito followine.io,

Per ogni ulteriore dubbio o argomentazione sollevata dalla community, sarà il CEO in persona a dare una risposta e ad inserirla nella sezione FAQ per i posteri.

 

Sollevare argomentazioni a cui il team ancora non ha dato risposta permetterà di ricevere anche una ricompensa in WineCoin come riconoscimento per il supporto dato al progetto; i WineCoin  saranno prelevati dal pool per l’airdrop.

     Tabella 5.4

*Il Defrost Time si riferisce alle tempistiche di scongelamento dei Token e la relativa possibilità di usarli

 

Siamo certi che queste previsioni e le precauzioni prese per garantire la stabilità del valore del Wine Coin, dal quale dipende la buona riuscita del progetto, saranno apprezzate da tutti coloro che decideranno di darci il proprio supporto.

 

Token non venduti

I token avanzati dalla vendita saranno immessi nel pool dedicato alle nuove aziende che si immettono nel circuito Followine, andando a sommarsi a quelli già esistenti a tale scopo.

Ci risulterebbe impossibile bruciare i token perché il loro numero non è stato creato a caso (prendendo uno standard di riferimento), ma è legato al valore del mercato vinicolo. Si tratta del primo token realmente limitato in circolazione. In genere, chi brucia i token avanzati lo fa credendo di attribuire un maggior valore a quelli venduti, senza considerare che bruciare piccolissime quantità di token, in concreto, non cambia in alcun modo l’equilibrio di un token listato (per i motivi che abbiamo chiarito al punto 5.2). Il nostro obiettivo è quello di creare un circuito e, pertanto, distribuire i nostri token affinchè più persone possano utilizzarli per i nostri servizi e quelli dei partner, è a nostro avviso il miglior modo di agire.

Il nostro dipartimento Risk Management, in ogni caso, ha studiato un meccanismo a tutela del valore del token, qualora fossimo incorsi in un errore di valutazione relativamente alle previsioni sul mercato vinicolo. Abbiamo, infatti, comunque inserito la funzione “brucia” per far fronte ad una situazione di mercato nettamente diversa da quella prospettata dai nostri studi e solo in tal caso sarà possibile bruciare parte dei token (a meno di un blocco da parte degli investitori tramite il voto offerto dallo smart contract.

 

5.7 Funds Allocation

Un progetto come Followine che è focalizzato sul consumatore non può prescindere da un’intensa attività di marketing. Più consumatori significa maggiore efficienza e affidabilità dell’intero sistema. Per realizzare la nostra missione necessitiamo di veri talenti da aggiungere al nostro team e questo significa maggiori costi per stipendi. Il nostro scopo è quello di creare un sistema autonomo grazie al nuovo algoritmo in sviluppo e in futura ad un I.A. dedicata, che attualmente non può essere implementata su Ethereum, a causa della struttura e gli alti costi di mantenimento della rete. Questo ci porta allo sviluppo di una rete proprietaria e maggiori costi in R&D.


Tabella 5.5



 

Dato che abbiamo deciso di seguire la via DAICO nel nostro smart contract è inserita anche la funzione per controllare il flusso in uscita degli investimenti ricevuti.

Questo è reso possibile grazie alla funzione TAP, che permette ai possessori di WineCoin di avere piena visibilità e controllo sui fondi del progetto.

Tramite questa funzione nel caso in cui il team non stia rispettando la Road map, sarà possibile modificare o bloccare l’utilizzo dei fondi, tramite una votazione pubblica.

In oltre dato il lungo percorso che il progetto prevede, abbiamo deciso di inserire anche le tempistiche per l’utilizzo dei fondi da parte del team, che verranno scongelati dal nostro wallet secondo le seguenti tempistiche e modalità

 

 Tabella 5.6